L’8 marzo l’ultimo servizio in Via della Stelletta.

L’8 marzo 2026 Retrobottega servirà l’ultimo piatto nelle sale tra Via d’Ascanio e Via della Stelletta. Una data simbolica che segna la fine di un capitolo lungo dieci anni nel cuore di Roma. Ma non è un addio: è l’inizio di una trasformazione radicale.

ph: Lavinia Martini.

Alessandro Miocchi e Giuseppe Lo Iudice, fondatori del progetto, hanno sempre fatto dell’evoluzione una cifra identitaria. Dopo aver celebrato il decennale dello storico indirizzo a due passi da Via della Scrofa, arriva quella che è probabilmente la svolta più importante della loro storia.

In una città dove la ristorazione di ricerca fatica spesso a sopravvivere, Retrobottega era ormai diventato un punto fermo. Un luogo che ha attraversato stagioni diverse: ristorante, vineria, bistrot, caffetteria. Pranzi, notti infinite, colazioni inattese. Uno spazio plasmato e ripensato più volte.

E proprio quando le pareti hanno iniziato a diventare “strette”, è maturata la decisione di cambiare.

Da aprile, infatti, Retrobottega si trasferisce sulla terrazza di rhinoceros, il progetto culturale di Alda Fendi inaugurato nel 2018 e riqualificato dall’architetto francese Jean Nouvel. Un edificio concepito come spazio di dialogo tra arte, architettura e città.

Il rooftop di rhinoceros offre una vista che abbraccia Circo Massimo, Palatino, Lungotevere e Piazza Venezia. Negli anni diverse realtà si sono alternate in questo spazio, ma nessuna con un’identità così definita e dirompente.

L’obiettivo è chiaro: superare il modello della classica terrazza d’hotel romana, elegante ma spesso rigida, per costruire un ambiente vivo, operativo tutto l’anno e capace di parlare tanto ai romani quanto al pubblico internazionale.

Retrobottega non sarà una semplice “terrazza panoramica”, ma un progetto integrato con l’anima culturale dell’edificio: arte, performance, design, architettura e ospitalità diffusa.

ph: Lavinia Martini.

La nuova sede avrà una doppia declinazione.

Il rooftop, con una vocazione più diurna: caffetteria al mattino con specialty coffee di Nudo (progetto parallelo di Miocchi e Lo Iudice insieme al tostatore Nicolò Zorloni), sfogliati di qualità, light lunch a pranzo e aperitivo con mescita e bottiglie nel pomeriggio.

Il ristorante interno, che richiamerà maggiormente l’atmosfera dello storico spazio di Via della Stelletta, con un piccolo affaccio esterno e una dimensione più serale.

La versatilità che ha sempre caratterizzato Retrobottega – ristorante, vineria, bistrot, caffetteria – verrà qui potenziata, anche grazie a una programmazione di eventi che includerà musica, arte e performance.

A mantenere un legame simbolico con la storia del locale saranno due tavoli centrali: uno sulla terrazza e uno all’interno. Elementi iconici che richiameranno l’esperienza originaria della sala principale affacciata su Via della Stelletta.

Il progetto porta la firma dello studio di design romano Næssi, fondato nel 2020 da Eleonora Carbone e Alessandro D’Angeli.

Il tavolo esterno sarà in metallo, in dialogo con gli elementi architettonici di rhinoceros; quello interno in legno, pensato per lavorare sulla luce e sul suo riverbero sui piatti – un aspetto che diventa elemento distintivo della nuova esperienza, in netto contrasto con la vecchia sede.

La posta in gioco è alta: riscrivere il modello del ristorante “di museo” e quello del ristorante “d’albergo”, spesso percepiti come formule statiche.

Retrobottega sceglie invece di portare in alto – letteralmente – la sua informalità consapevole, la leggerezza mai superficiale e quella spavalderia controllata che ne hanno costruito il successo.

Di Carlotta Bernardini

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