In Via Giulia nasce un nuovo progetto di ospitalità tra ristorante, cocktail bar e suite.

Nel cuore di una delle strade più affascinanti di Roma prende forma un nuovo modo di intendere l’ospitalità. Via Giulia, asse rinascimentale voluto da Papa Giulio II e disegnato da Bramante, accoglie oggi Giulia Urban Retreat, un progetto che va oltre il concetto tradizionale di ristorante e unisce gastronomia, mixology e accoglienza sotto lo stesso tetto.

La carbonara di Giulia Urban Retreat

Il palazzetto che ospita il locale è Palazzo Pateras, edificio del 1924 firmato da Marcello Piacentini, affacciato sull’imbocco di Via Giulia e sul Lungotevere dei Tebaldi. Qui, dal 2017, era già presente Giulia Restaurant, oggi completamente ripensato e rilanciato da un gruppo di cinque soci trentenni, provenienti da mondi diversi come ristorazione, hotellerie e cinema.

Il nuovo corso di Giulia punta su un’idea di ospitalità fluida e contemporanea, capace di adattarsi a momenti e pubblici diversi. Giulia Urban Retreat è aperto ogni giorno dall’aperitivo al dopocena, con il pranzo nel fine settimana, e si propone come un rifugio urbano dove convivono ristorante gastronomico, cocktail bar e suite di design.

L’obiettivo è chiaro: superare i confini rigidi tra locale, bar e struttura ricettiva, offrendo un’esperienza completa a chi vive Roma, sia per poche ore che per più giorni.

La sala del ristorante di Giulia Urban Retreat

Parte integrante del progetto sono le quattro suite, collegate internamente al ristorante e accessibili anche dal Lungotevere. Ogni stanza ha una personalità distinta, arredi di design e opere d’arte, oltre a terrazze private con vasche idromassaggio.

Per chi cerca un’esperienza ancora più esclusiva, è possibile organizzare cene private in suite, con la brigata che completa i piatti direttamente in camera, trasformando il soggiorno in un vero percorso gastronomico su misura.

A guidare la cucina c’è lo chef Simone Di Maria, romano, 43 anni, con esperienze maturate tra Italia ed estero. La sua è una proposta che guarda con decisione alla tradizione capitolina, senza rinunciare a tecnica e sensibilità contemporanea.

Il menu cambia stagionalmente e spazia tra piatti come le puntarelle con ricci di mare, maionese all’aglio e polvere di gambero rosso, il risotto broccoli, arzilla e bottarga, lo spaghettone Monograno Felicetti con stracciatella, ’nduja e tartare di gambero rosso, fino alla guancia di manzo con crema di patate, sale al lime e tequila nebulizzata. Non mancano variazioni stagionali dedicate ai porcini e ai prodotti del periodo.

I dolci richiamano la tradizione romana con un approccio più tecnico: rivisitazioni del tiramisù e dell’intramontabile ricotta e visciole.

Il bancone bar di Giulia Urban Retreat

Il progetto si completa con un cocktail bar pensato per dialogare con la cucina. La drink list rilegge i grandi classici utilizzando spiriti premium, mentre la carta vini conta circa 100 etichette, tra vignaioli naturali e piccole cantine di ricerca. Il bar lavora anche su abbinamenti dedicati ai piatti del ristorante, rafforzando l’idea di un’esperienza unica e integrata.

Giulia Urban Retreat rappresenta una nuova tappa nell’evoluzione dell’ospitalità romana: un luogo dove mangiare bene, bere bene e, volendo, fermarsi a dormire, nel cuore di una delle strade più iconiche della città. Un progetto che guarda al passato di Via Giulia con rispetto, ma che sceglie un linguaggio contemporaneo, fatto di contaminazioni, accoglienza e libertà di fruizione.

CONTATTI

Lungotevere dei Tebaldi, 4
3519369771

Di Carlotta Bernardini

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