A Trastevere c’è un’osteria che dedica un intero menu alla trippa e la trasforma in degustazione.

A Roma la trippa non è mai stata solo un piatto. È memoria, identità, cultura popolare.

Oggi però cambia prospettiva: da simbolo della cucina di recupero diventa protagonista di un percorso degustazione completo. Succede da Osteria della Trippa, a Trastevere, dove Alessandra Ruggeri rilancia il suo progetto con un restyling e una proposta ancora più centrata sul quinto quarto.

C’era un tempo in cui la trippa era il piatto del sabato, legato al mondo del lavoro e alla necessità di utilizzare ogni parte dell’animale. Oggi, complice il ritorno delle trattorie e una nuova attenzione alla tradizione, la frattaglia si è presa una rivincita. All’Osteria della Trippa, aperta dal 2019, questo percorso è diventato identità.

E con la riapertura del 9 marzo, dopo alcune settimane di pausa, il progetto fa un passo in più: un menu interamente dedicato alla trippa.

Siamo in una zona di Trastevere più defilata, lontana dai flussi turistici più prevedibili. Qui Ruggeri – romana con radici nella Tuscia – ha costruito una trattoria contemporanea che resta fedele alla cucina laziale più autentica.

Il restyling, firmato dal designer Anton Cristell, lavora in sottrazione: spazi più essenziali, soffitti a volta valorizzati e atmosfera calda ma pulita.

Novità anche il bancone da sei posti, pensato per chi vuole fermarsi per un calice o una cena più informale.

Il cuore della nuova proposta è il menu degustazione dedicato alla trippa, disponibile a cena dal lunedì al giovedì.

Quattro piatti per esplorarne consistenze e interpretazioni:

-crocchetta di trippa con crema al pecorino e limone

-uova a trippa

-primo del giorno

-trippa con fagioli, guanciale, peperoncino e pecorino

Un percorso che trasforma un ingrediente storico in un’esperienza contemporanea, senza snaturarlo.

Al di là dei percorsi degustazione, la carta continua a ruotare attorno al quinto quarto:

-cuore di manzo in carpaccio

-nervetti in carpione

-pajata

Piatti che oggi tornano al centro della scena, raccontando una cucina che nasce dalla necessità ma si evolve attraverso tecnica e consapevolezza.

Il punto forte dell’Osteria della Trippa resta questo: evolvere senza tradire la propria natura. Niente forzature gourmet, niente nostalgia fine a sé stessa.

Solo una cucina che prende la tradizione romana e la rende più leggibile, attuale e – soprattutto – ancora viva.

In una città dove spesso si replica, qui si prova a reinterpretare. E la trippa, oggi, non è mai stata così centrale.

CONTATTI

Via Goffredo Mameli, 15
Telefono: 06 4555 4475

Di Carlotta Bernardini
Ph: Slevin

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