La pasticceria senza sede che porta l’alta pasticceria nell’era degli atelier digitali.
A Roma nasce una nuova idea di pasticceria. Niente insegne, niente vetrine, niente negozio da visitare: solo creatività, tecnica e design che viaggiano dal laboratorio al cliente, passando direttamente dai social. È Qirmiz Lab, il nuovo progetto del pasticciere e chef romano Federico Cari, che reinterpreta il concetto di pasticceria trasformandolo in un “ghost atelier”: un laboratorio dove l’alta pasticceria incontra moda, arte e artigianalità su misura.


Dopo anni in cucine importanti — dal Convivio Troiani a Da Caino, fino al tre stelle Michelin Dal Pescatore — e un lungo percorso nella pasticceria professionale, Federico Cari sceglie di rinunciare al classico negozio. Prezzi impazziti (complice il Giubileo), spazi introvabili e una riflessione profonda sul reale valore delle vetrine digitali lo portano alla decisione: usare Instagram come bancone, e il suo know-how come firma.
Nasce così Qirmiz Lab, un laboratorio indipendente in zona Castelli Romani, da cui partono consegne su Roma e in tutta Italia.
Il nome — Qirmiz — richiama il rosso dell’alchermes e racconta fin da subito l’attenzione di Cari per l’estetica, il simbolismo e l’immaginazione. Non una pasticceria, ma un mondo.

Le creazioni di Cari sono un mix raffinato di gusto gastronomico e immaginario artistico. Alcuni esempi?
La torta Flora, ispirata ai motivi botanici di Gucci, con ganache alla vaniglia, erbe aromatiche e sponge cake ai fiori d’arancio.
Il FE/derico Rocher, una pralina rivestita d’oro edibile che cita la Sainte-Chapelle di Parigi, Versace e l’estetica luminosa della haute couture.
Le madeleine alla ’nduja, o quelle allo zafferano e Strega: un ponte tra fine dining e pasticceria contemporanea.
I maritozzi gastronomici alla carbonara e cacio e pepe, perfetti per catering e buffet.
La torta Rose & Pomodori Secchi, che porta la pasticceria nel territorio del dolce-salato evoluto.
Il modello è quello dell’atelier sartoriale: una collezione prêt-à-porter con torte, cookies, praline, cake e torroni già disponibili; una linea bespoke, su misura, che permette ai clienti di chiedere composizioni personalizzate, interi buffet, dolci-scultura o cadeaux d’autore.


Si ordina principalmente via social: la community diventa il primo contatto, il feed Instagram è la vetrina e il DM il vero banco pasticceria.
Roma guadagna così un nuovo punto di riferimento — anzi, un laboratorio senza indirizzo — per chi cerca dolci che non si limitano a essere buoni, ma raccontano visione e stile.
Qirmiz Lab è il posto dove la pasticceria non si compra: si immagina, si progetta, si costruisce. Un atelier gastronomico per un pubblico nuovo, curioso, digitale.
Di Carlotta Bernardini
