Una carta di circa 60 etichette, mixology firmata da Patrick Pistolesi e una proposta gastronomica curata da Federico Norveti: in via Prenestina il teatro si apre a un nuovo modo di vivere la convivialità, anche lontano dal palcoscenico.

A Roma, il foyer di un teatro diventa il punto di partenza per un progetto che unisce vino, cocktail e cucina informale. Si chiama Retroscena ed è il nuovo spazio all’interno di Spazio Diamante, in via Prenestina, nato per accogliere il pubblico prima e dopo gli spettacoli, ma anche chi cerca semplicemente un posto in cui fermarsi per un aperitivo o mangiare qualcosa.

L’apertura si inserisce nel percorso di rilancio di Spazio Diamante, che punta a fare del teatro un luogo di incontro capace di andare oltre la programmazione sul palcoscenico. La proposta gastronomica diventa parte di questa visione, riportando al centro una dimensione fatta di conversazioni, bicchieri condivisi e tempo da trascorrere insieme.

Un progetto tra teatro, vino e mixology

Retroscena nasce dalla collaborazione tra Alessandro Longobardi, direttore artistico di Spazio Diamante, Patrick Pistolesi, fondatore di Drink Kong insieme a Richard Ercolani, e Federico Norveti, lievitista e coordinatore del nuovo locale, con una conoscenza approfondita delle realtà artigianali del Lazio.

Competenze diverse che si incontrano in un progetto in cui il vino è il punto di partenza, ma non l’unico protagonista. Accanto alla selezione enologica trovano spazio cocktail classici e d’autore, vermouth, amari italiani e birre artigianali.

L’idea è recuperare una dimensione del foyer legata alla tradizione teatrale: arrivare in anticipo, incontrarsi e bere qualcosa, per poi continuare a parlare dello spettacolo anche dopo la fine della rappresentazione. Un’abitudine che Retroscena vuole riportare nella quotidianità, aprendosi anche a chi non ha in programma una serata a teatro.

Una carta dei vini con uno sguardo sul Lazio

La selezione comprende circa 60 etichette tra bianchi, rossi, rosati, bollicine e metodo classico. Una parte significativa della carta è dedicata ai produttori del Lazio, affiancati da vini provenienti da altre regioni italiane e da alcune realtà internazionali.

Tra le proposte ci sono il Bianco e il Rosso del teatro, disponibili al calice e pensati come vini della casa. La selezione si completa con vermouth, amari italiani e birre artigianali di Jungle Juice.

Anche la mixology ha un ruolo importante, grazie all’esperienza di Patrick Pistolesi e al legame con Drink Kong. L’offerta comprende cocktail classici e long drink, per accompagnare momenti diversi della serata, dall’aperitivo al dopo spettacolo.

Pizzette, lievitati e piatti da condividere

La cucina segue una linea informale, pensata per accompagnare un calice o un cocktail, ma anche per trasformare la sosta in un momento dedicato al cibo. A curare la proposta legata agli impasti è Federico Norveti, che porta nel progetto la propria esperienza nel mondo della lievitazione.

Il menu è organizzato come un copione, suddiviso in atti, e alterna snack, fritti della tradizione romana, pizzette, lievitati e piatti da condividere. Tra le proposte ci sono hummus con cicoria ripassata, polpette di melanzana e insalata di cavolfiore con olive taggiasche.

La parte dedicata ai fritti comprende supplì, tonnarelli panati nelle versioni amatriciana e cacio e pepe e crocchette di patate. Le pizzette spaziano dalla margherita alla boscaiola, passando per la versione con sesamo e quella con verdure di stagione e caciottina dolce amerina. Accanto a queste trovano spazio anche i tacos di pizza, mentre tra i piatti da ordinare ci sono il vitello tonnato e la parmigiana.

Per chiudere, la proposta comprende dolci firmati da due realtà romane: Casa Manfredi e il forno Cipriani.

Anche l’ambiente richiama il mondo del teatro. Oltre al menu strutturato come un copione, sulle tovagliette compaiono citazioni dedicate al vino e legate ad autori come Shakespeare, Goldoni, Molière e Oscar Wilde. Dettagli che collegano la proposta gastronomica alla storia e alla vocazione culturale dello spazio.

Un foyer da vivere anche fuori dagli spettacoli

Con Retroscena, Spazio Diamante amplia la propria funzione e si apre a chi desidera frequentarlo anche al di fuori della programmazione teatrale. La carta dei vini, la mixology e una cucina pensata per la condivisione diventano occasioni per incontrarsi e vivere il luogo da una prospettiva diversa.

Il progetto punta così a riportare il foyer alla sua funzione di spazio di relazione, dove la serata può cominciare prima dello spettacolo e continuare anche dopo il sipario.

Retroscena
Spazio Diamante, via Prenestina – Roma

Di Clementina Gallo

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