Ok, lo ammettiamo: stiamo barando un po’. Non tutte le aperture che trovate qui sotto sono arrivate effettivamente a luglio, ma alcune hanno aperto i battenti a giugno e meritano comunque di entrare nel nostro recap del mese. Perché, calendario alla mano, sarebbe un peccato lasciarle fuori.
Tra nuove insegne, ritorni, pop-up estivi e progetti che portano la ristorazione fuori dai confini della Capitale, luglio conferma una scena romana tutt’altro che ferma. Ci sono nuove pizzerie, bar, ristoranti, format di street food e progetti che sperimentano formule diverse, anche nei quartieri e nei comuni appena fuori Roma.
Questi sono alcuni degli indirizzi che abbiamo segnato tra le novità dell’estate 2026.



Donkey’s Bar
All’interno di Palazzo Dama, a pochi passi da Piazza del Popolo, ha aperto Donkey’s Bar, il nuovo progetto del gruppo Acquolina. A occuparsi del progetto sono il managing director Andrea La Caita, il brand manager Benito Cascone e lo chef del gruppo Daniele Lippi, affiancato dal resident chef Giorgio Faga.
Il menu guarda alla cucina romana e laziale con un’impostazione più elegante, senza perdere il carattere conviviale della trattoria. Una carta ampia attraversa antipasti, primi e secondi, con una sezione dedicata al quinto quarto che comprende polpetta di coda alla vaccinara, supplì di rigaglie, midollo di bue gratinato con tartare di manzo e paté di fegatini. Non manca il pesce, insieme a una proposta di carne. A completare l’esperienza c’è lo spazio esterno con piscina, che rende Donkey’s Bar particolarmente interessante durante l’estate.
Miscredenza Gastronomia Vegetale
Nel quartiere Appio Latino è arrivata Miscredenza Gastronomia Vegetale, un progetto nato dalla storia personale di Filippo Bonifazi. Marchigiano di origine, Bonifazi si è avvicinato al mondo della cucina e dell’alimentazione vegetale durante gli anni della pandemia, iniziando un percorso di studio e sperimentazione che lo ha portato fino all’apertura della sua prima insegna.
Il locale è piccolo e informale, pensato soprattutto per il takeaway ma con alcuni posti dove fermarsi a mangiare. La proposta cambia seguendo la cucina del giorno e si affianca a una selezione di prodotti vegetali da portare a casa e utilizzare nella propria dispensa. Un progetto semplice, contemporaneo e fortemente identitario, che porta la cucina vegetale fuori dai format più prevedibili.
Ceibo
Dopo il bistrot argentino arrivato al Pigneto nel 2021, Ceibo amplia il proprio progetto con una nuova insegna dedicata a uno dei simboli dello street food argentino: l’empanada.
Il nuovo locale di Trastevere nasce come spin-off del progetto originale e porta in Piazza Belli una proposta più agile, costruita attorno a una selezione di empanadas preparate in diverse versioni, comprese alcune alternative vegetariane. A completare il menu ci sono birre, vini e cocktail, mentre per chiudere si può scegliere tra gli alfajores, i dolci argentini proposti in diversi ripieni.
Un format più piccolo e immediato, che concentra l’identità di Ceibo su uno dei prodotti che ne hanno caratterizzato la storia e che si inserisce perfettamente nel panorama dello street food romano.



Mary
A Monti arriva Mary, la nuova bakery del gruppo che ha già dato vita a Love e Slow. Il progetto mantiene una filosofia simile a quella delle insegne precedenti, ma riduce all’essenziale il format: un unico bancone affacciato sulla piazzetta di Madonna dei Monti, aperto dalla mattina alla sera.
Il protagonista è soprattutto il mondo degli sfogliati, declinati in diverse preparazioni. Ci sono i croissant, ma anche i croissant toast, realizzati utilizzando l’impasto degli sfogliati tagliato a fette, e una proposta di gelato firmata dal maestro gelatiere Stefano Ferrara. Una formula compatta, pensata per una colazione, una pausa durante il giorno o un momento dolce nel cuore di uno dei rioni più frequentati della Capitale.
Vetro
Nel quartiere Delle Vittorie, un ex alimentari di zona si è trasformato in Vetro, un progetto che mescola diversi codici della ristorazione contemporanea. Ufficialmente aperto a giugno, il locale è entrato a pieno regime durante luglio.
A firmarlo sono cinque amici – Gianmarco Diorio, Teodoro Giambanco, Guglielmo Fedele, Nicholas Ferrini e Martina Ceccarelli – che hanno costruito uno spazio difficile da incasellare in una sola definizione: è snack bar, wine bar, bar all’italiana e, per certi dettagli, quasi un diner americano. Il risultato guarda anche ai bar di quartiere degli anni Settanta, reinterpretandone l’atmosfera in chiave contemporanea.
Terrazza Giulietta
L’estate romana porta anche una nuova terrazza nel cuore del centro storico. Sul rooftop del DOM Hotel di Via Giulia nasce Terrazza Giulietta, il progetto ideato da Aldo Nascimbeni e Riccardo Sargeni, già protagonisti de L’Oratorio Trastevere.
Attiva per la stagione estiva, la terrazza trasforma il roof garden dell’hotel in un ristorante e cocktail bar ispirato alla Riviera italiana degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta. Un immaginario costruito attraverso musica italiana d’epoca, dress code marinière, arredi rétro e un’atmosfera volutamente sospesa nel tempo.
La cucina propone grandi classici italiani riletti in chiave estiva e conviviale, mentre il bar lavora su cocktail classici e signature. Tra i piatti ci sono tonnarelli cacio e pepe con gamberi rossi e lime, mezze maniche alla Nerano, polpo caramellato e roastbeef, mentre la drink list accompagna la serata dall’aperitivo al dopocena.
Più che un semplice rooftop, Terrazza Giulietta nasce per raccontare una precisa idea di estate italiana: quella delle cene all’aperto, dei cocktail al tramonto e delle serate che sembrano uscite da un’altra epoca.



Strapazzato
Facciamo una piccola deviazione fuori Roma e arriviamo ad Albano Laziale, dove ha aperto Strapazzato, un progetto che mette insieme ristorazione e inclusione sociale. Il locale è nato dalla cooperativa Sorriso per tutti, attiva dal 1993, e coinvolge nel lavoro quotidiano sia professionisti del settore sia persone che stanno affrontando un percorso di inserimento lavorativo. In cucina si parte dalla tradizione romana, senza però restare troppo ancorati ai suoi confini: il menu cambia indicativamente ogni tre mesi e viene costruito anche insieme a produttori che condividono la filosofia del progetto. Un’apertura che vale la trasferta, non solo per quello che arriva nel piatto.
Cafè Conti
Dopo il successo del Forno Conti, Sergio Conti raddoppia all’Esquilino con Cafè Conti, aperto dal 16 luglio sotto l’Arco di Gallieno, accanto alla chiesetta di San Vito. Un progetto che amplia il format originario verso un’idea più internazionale di café, dove alla colazione con viennoiserie, specialty coffee e pasticceria si affianca una vera proposta per il pranzo. In carta piatti come brandade di baccalà, polpo laccato, tortelli e proposte di carne, mentre il progetto degli interni è ancora una volta affidato allo studio Dispensabile di Germana De Donno.
Porto Fish & Chips
A Prati torna un indirizzo che aveva già conquistato il suo spazio nella scena romana e che oggi riparte con la stessa idea di fondo: portare la cucina di mare in una formula informale e accessibile. Dietro il progetto c’è Davide Buccioni, ex pugile e manager della boxe italiana che da oltre dieci anni si dedica anche alla ristorazione. Il nome dice già molto sulla direzione: qui il mare viene raccontato attraverso l’immaginario delle vecchie osterie portuali, tra arredi vissuti, tavoli in legno e dettagli che richiamano il mondo dei pescherecci. In carta trovano posto fish & chips, fritti di pesce, carbonara di mare e piatti della tradizione romana riletti con il pescato.
Luglio continua ad aprire nuove strade
Dai nuovi progetti ai format stagionali, luglio conferma ancora una volta quanto sia difficile parlare di una sola Roma gastronomica. Ci sono locali che puntano sulla tradizione, altri che costruiscono la propria identità intorno a un prodotto e altri ancora che scelgono di lavorare sull’esperienza.
Questi sono alcuni degli indirizzi che abbiamo scoperto questo mese. Ora non resta che provarli e vedere quali riusciranno a diventare i nuovi punti di riferimento della città.

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