Dai maestri che hanno fatto la storia del gelato romano alle insegne che stanno riscrivendo le regole del settore: una selezione delle gelaterie da non perdere tra grandi classici, ricerca, gusti creativi e proposte inclusive.
Quando si parla di gelato artigianale, Roma è una delle città più interessanti d’Italia. Negli ultimi anni il panorama si è evoluto profondamente: accanto alle botteghe storiche sono nate realtà che hanno fatto della ricerca sulle materie prime, della tecnica e della sperimentazione la propria cifra distintiva. Il risultato è una città capace di soddisfare ogni tipo di palato, da chi cerca la crema preparata come una volta a chi preferisce gusti gastronomici, ricette vegane o interpretazioni contemporanee.
Questa non è una classifica, ma una guida ai locali che oggi rappresentano al meglio il gelato romano. Indirizzi che meritano una sosta non solo per la qualità del prodotto, ma anche per la storia delle persone che li hanno creati.
Per chi ama i grandi classici



Fassi
Parlare di gelato a Roma significa inevitabilmente parlare di Fassi. Nel grande Palazzo del Freddo di Via Principe Eugenio, all’Esquilino, la famiglia Fassi porta avanti una tradizione iniziata alla fine dell’Ottocento e oggi guidata da Andrea Fassi, quinta generazione. Oltre al laboratorio storico, visitabile anche attraverso tour dedicati, il locale continua a essere un punto di riferimento per chi cerca i grandi classici della gelateria italiana. Accanto ai gusti tradizionali spiccano due specialità diventate iconiche: il Sampietrino, semifreddo ricoperto di cioccolato, e la Caterinetta, storico mattoncino alla crema. Più che una semplice gelateria, è una pagina della storia gastronomica della Capitale.
Gelateria del Teatro
Tra Castel Sant’Angelo e Piazza Navona, in una delle zone più suggestive del centro storico, si trova la Gelateria del Teatro di Stefano Marcotulli e Silvia.
La sede storica di Via dei Coronari è diventata negli anni una tappa amata sia dai romani sia dai visitatori che attraversano il cuore della città. Qui il gelato artigianale incontra una ricerca costante sugli ingredienti, con una proposta che alterna grandi classici e ricette più creative.
Tra i gusti da provare c’è Vecchia Roma, omaggio alla tradizione del Ghetto ebraico con ricotta, visciole e crumble al burro, oltre alle proposte stagionali che cambiano seguendo la disponibilità dei prodotti.
Gelateria dei Gracchi
Dietro la Gelateria dei Gracchi c’è Alberto Manassei, che dopo aver lasciato il mestiere di liutaio ha aperto nel 1999 il primo laboratorio in Via dei Gracchi, nel quartiere Prati. Da allora il progetto è cresciuto senza perdere la propria identità, fatta di ricette essenziali, ingredienti selezionati e grande attenzione alla stagionalità. Le creme sono un punto fermo, dalla nocciola allo zabaione fino al cioccolato fondente, ma è la frutta a raccontare meglio il lavoro del laboratorio, con gusti che cambiano durante l’anno seguendo il calendario naturale delle produzioni. Un indirizzo perfetto per chi ama il gelato tradizionale realizzato con precisione tecnica e senza inutili effetti speciali.



Al Settimo Gelo
Nel quartiere Della Vittoria, in Via Vodice, Mirella Fiumanò porta avanti dal 1997 una delle esperienze più importanti della gelateria artigianale romana. Quando aprì Al Settimo Gelo, l’idea di realizzare un gelato senza semilavorati industriali, aromi artificiali, conservanti e grassi idrogenati rappresentava una scelta controcorrente, oggi diventata una delle basi della migliore produzione artigianale.
La filosofia della gelateria è rimasta la stessa: lavorare ingredienti selezionati provenienti da piccoli produttori italiani, dalla frutta fresca alla frutta secca siciliana e della Tuscia, fino al latte biologico e alle uova fresche.
Pellegrino Monteforte
Tra il rione Regola e Parione, in Via dei Banchi Vecchi, la famiglia Monteforte ha portato avanti il proprio percorso nel mondo del gelato dopo le esperienze nel forno omonimo, nel cocktail bar Mons e nell’osteria La Quercia.
Pellegrino Gelateria Monteforte è una piccola bottega con una selezione essenziale ma curata, dove il focus è sui grandi classici reinterpretati con attenzione.
Tra i gusti da provare ci sono il variegato all’amarena, il bacio, il cocco, il caffè e soprattutto la crema arachidi e caramello, disponibile anche come ingrediente per frappè e altre preparazioni.
Per chi cerca gusti fuori dagli schemi
Otaleg!
Nel cuore di Trastevere, in Via di San Cosimato, Otaleg! è uno dei progetti che più ha contribuito a spingere il gelato romano verso nuove direzioni. Nato nel 2012 dall’estro di Marco Radicioni, il laboratorio è diventato negli anni un punto di riferimento per chi cerca un approccio creativo e fuori dagli schemi.
La filosofia di Otaleg! parte dalla tecnica e dalla curiosità: il gelato diventa uno spazio di sperimentazione dove ingredienti insoliti e ricette gastronomiche convivono con gusti più tradizionali. Accanto a proposte come pistacchio, cioccolato caramellato e tiramisù, si trovano creazioni più sorprendenti, tra cui il gelato al gorgonzola, quello ai passatelli in brodo di gallina e altre combinazioni nate dalla ricerca continua del gelatiere romano.



Torcè
All’EUR, in Viale dell’Arte, si trova uno dei laboratori che ha rivoluzionato il modo di interpretare il gelato a Roma. Il progetto di Claudio Torcè, maestro gelatiere tra i primi a esplorare il confine tra dolce e salato, ha contribuito a introdurre il concetto di gelato gastronomico nella cultura italiana. La sua ricerca parte dalla materia prima e dalla tecnica, con una proposta che negli anni ha spaziato dai grandi classici a gusti diventati iconici come carbonara, cacio e pepe e mortadella e pistacchio.
Accanto alle sperimentazioni, il banco propone un’ampia selezione di cioccolati, creme e zabaioni, mantenendo sempre grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alle esigenze contemporanee, con proposte senza glutine e senza lattosio. Un luogo dove il gelato diventa un terreno di esplorazione.
Fatamorgana
Nata dall’idea di Maria Agnese Spagnulo, Fatamorgana è una delle gelaterie romane che più ha giocato sulla creatività degli abbinamenti. Dal primo punto vendita aperto nel 2003 in zona Nemorense, il progetto è cresciuto fino a diverse sedi in città, mantenendo sempre una forte identità legata alla ricerca sugli ingredienti.
Erbe aromatiche, spezie e componenti botaniche sono il tratto distintivo delle sue ricette. Tra i gusti più rappresentativi ci sono Pollicina, con noci Lara, petali di rosa e fiori di violetta, e la Crema Agnese al doppio caramello salato.
La Gourmandise
A Monteverde Vecchio, in Via Felice Cavallotti, Dario Benelli ha portato a Roma un’idea di gelateria più intima e ricercata, dove il gelato viene servito esclusivamente in coppetta per concentrarsi completamente sul prodotto.
La Gourmandise lavora con ingredienti selezionati, tra cui il latte di capra maltese dell’azienda Tinte Rosse di Montelibretti, e propone ricette che giocano con profumi, consistenze e abbinamenti insoliti.
Tra i gusti più rappresentativi ci sono il lampone in acqua di rose, il limone alla verbena, la crema al timo e limone e il riso agli agrumi e pepe verde.
Le gelaterie che stanno innovando il settore


Formaessenza
Nel quartiere Marconi, in Via Enrico Fermi, il maestro gelatiere Stefano Ferrara ha scelto di ripensare completamente il modo di vivere il gelato con il progetto Formaessenza.
Qui il gelato esce dal formato tradizionale di cono e coppetta per trasformarsi in barattoli, monoporzioni e gelati su stecco, con un approccio più vicino a quello della pasticceria contemporanea.
La ricerca riguarda anche gli ingredienti e l’equilibrio nutrizionale, con linee dedicate come Gelaveg, pensata per il mondo vegetale, e Kelato, sviluppata con un’attenzione particolare alla riduzione degli zuccheri aggiunti. Un progetto che guarda al futuro senza dimenticare la tecnica artigianale.
Gelato d’Essai
A Tor de’ Schiavi, in Via Tor de’ Schiavi, Geppy Sferra ha costruito un progetto che va oltre la semplice gelateria. Dal 2011 Gelato d’Essai unisce produzione artigianale, ricerca e divulgazione, con l’obiettivo di raccontare il gelato come un prodotto gastronomico.
Oltre al laboratorio, il progetto comprende iniziative dedicate alla formazione, come i percorsi educativi nelle scuole, e il format Gelato Bistrot, dove il gelato entra anche nella costruzione di piatti e dessert.
Tra le proposte più interessanti ci sono gusti come la crema al limone con salsa al lampone e l’arachide salata, insieme a linee vegane, proteiche e senza zuccheri aggiunti.
Per chi cerca opzioni vegane e inclusive



Grezzo Raw Chocolate
Nel quartiere Monti, in Via Urbana, Grezzo Raw Chocolate rappresenta una delle realtà più particolari della Capitale. Nato nel 2014 come pasticceria, cioccolateria e gelateria vegana crudista, il progetto ha scelto una strada precisa: dimostrare che il gelato può essere cremoso e goloso anche senza latte e uova.
La produzione utilizza basi di frutta secca, zucchero di cocco biologico e ingredienti lavorati a basse temperature, con una linea dedicata anche a chi cerca proposte senza zuccheri aggiunti.
Tra i gusti da provare ci sono pistacchio, nocciola, mandorla, cioccolato e crema al limone.
Cremeria Aurelia
In Via Aurelia, Nathalie Hugo porta avanti dal 2003 il progetto Cremeria Aurelia, una gelateria che ha fatto dell’attenzione alle esigenze alimentari uno dei suoi punti distintivi.
Il banco cambia spesso seguendo la stagionalità degli ingredienti e tra le creazioni più interessanti ci sono il cioccolato bianco vegano alla cannella e il Normandia, omaggio alla tradizione francese con burro salato e vaniglia del Madagascar.
Tra le opzioni disponibili si trovano senza glutine, senza lattosio, vegane e keto 0 zuccheri, pensate non come alternative secondarie ma come veri e propri gusti di ricerca. E per gli amici a 4 zampe in alcuni periodi dell’anno si può trovare il Geladog.
Rosamundi
In zona Monteverde, in Via Silvestri, Rosamundi nasce dal progetto di Giorgia Ricci e Marco Puxeddu, che hanno dato nuova vita allo storico spazio del Pinguino di Stefano Ferrara.
La gelateria punta su una produzione completamente senza glutine e su una ricerca creativa che coinvolge gelati, torte, smoothie e altre preparazioni.
Il gusto simbolo della casa è proprio Rosamundi, una ricetta sorprendente a base di acqua di infuso di rosa canina, peperoni rossi, fragole e basilico fresco, capace di muoversi tra note dolci e salate.
Storiche botteghe, maestri gelatieri, laboratori sperimentali e nuove aperture raccontano una città che continua a investire sulla qualità e sulla ricerca.
Questa guida non pretende di essere una classifica, ma un punto di partenza per esplorare alcune delle insegne che oggi rappresentano al meglio il gelato artigianale romano. Dalle ricette più tradizionali ai gusti gastronomici, passando per le proposte vegane e senza glutine, c’è un indirizzo per ogni palato.
Di Clementina Gallo

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