La nuova edizione premia Orma con le Tre Forchette e conferma diversi indirizzi della Capitale. La selezione coinvolge anche ristoranti del resto del Lazio, tra alta cucina e valorizzazione del territorio.

Roma torna al centro della scena gastronomica italiana con la nuova Guida Ristoranti d’Italia 2027 del Gambero Rosso. Presentata alla Nuvola in occasione dei quarant’anni della casa editrice, l’edizione di quest’anno raccoglie 2.573 indirizzi in tutta Italia, con 316 nuovi ingressi e sei novità nella selezione delle Tre Forchette, il massimo riconoscimento riservato ai ristoranti.

A guidare la classifica nazionale è il Reale di Niko Romito, a Castel di Sangro, che raggiunge 99 punti. Seguono l’Osteria Francescana di Massimo Bottura, con 98 punti, e Piazza Duomo di Enrico Crippa, con 97. Tra i protagonisti dell’edizione c’è anche Roma, con nuovi riconoscimenti e conferme che raccontano la varietà della sua proposta gastronomica.

Orma entra tra le Tre Forchette

La novità romana più significativa è Orma, il ristorante dello chef Roy Caceres, che conquista per la prima volta le Tre Forchette con 90 punti. Un riconoscimento che porta nella selezione di vertice un indirizzo dalla cucina contemporanea, caratterizzata da contaminazioni e influenze internazionali.

Orma è una delle sei nuove insegne premiate quest’anno insieme a Condividere a Torino, Glam Enrico Bartolini a Venezia, Materia a Cernobbio e Famiglia Rana a Oppeano. Torna inoltre tra le Tre Forchette Signum, sull’isola di Salina.

Da Il Pagliaccio a La Pergola: i ristoranti romani premiati

Accanto alla novità di Orma, la guida conferma diversi indirizzi di riferimento della ristorazione romana. Il Pagliaccio di Anthony Genovese e La Pergola di Heinz Beck raggiungono entrambi 94 punti, mentre Imàgo, all’interno dell’Hotel Hassler, ne ottiene 93.

Nella selezione delle Tre Forchette figurano anche Enoteca La Torre, a Villa Laetitia, con 91 punti, Zia Restaurant di Antonio Ziantoni, anch’esso a 91, e Idylio by Apreda, con 90 punti. Tre realtà differenti per identità e proposta, che contribuiscono a delineare il panorama del fine dining capitolino.

Per Il Pagliaccio arriva anche un riconoscimento individuale: Luca Belleggia viene premiato come Miglior sommelier. Un risultato che valorizza il lavoro sulla carta dei vini e sul servizio di sala, aspetti centrali nell’esperienza complessiva del ristorante.

La selezione si estende inoltre a Fiumicino, dove Pascucci al Porticciolo raggiunge 94 punti, e a Rivodutri, in provincia di Rieti, dove La Trota dei fratelli Sandro e Maurizio Serva entra tra i ristoranti premiati con le Tre Forchette, con 92 punti.

Il Lazio tra nuove scoperte e valorizzazione del territorio

La guida non si limita ai grandi nomi del fine dining, ma offre anche spunti per esplorare indirizzi diversi e realtà legate al territorio. A Roma, Piatto Romano entra nella selezione “Ci tornerei domani”, dedicata ai locali in cui si ha voglia di tornare.

A Magliano Sabina, in provincia di Rieti, il Ristorante degli Angeli riceve invece il premio per la Miglior valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva. Un riconoscimento che richiama l’attenzione sul ruolo delle materie prime e sulla capacità dei ristoranti di raccontare le produzioni locali attraverso la cucina.

La nuova guida cambia il sistema di valutazione

L’edizione 2027 introduce anche una novità nel metodo di valutazione: il punteggio complessivo non viene più suddiviso nelle singole voci dedicate a cucina, cantina e servizio. La valutazione restituisce così un giudizio d’insieme sull’esperienza proposta dal ristorante.

Restano i simboli che caratterizzano la guida: le Forchette per i ristoranti, i Gamberi per le trattorie e le Bottiglie per i locali che si distinguono per la proposta enologica. In questa edizione sono 56 i ristoranti premiati con le Tre Forchette, 61 le insegne con Tre Gamberi e 21 quelle con Tre Bottiglie.

Per Roma e il Lazio, il quadro che emerge mette insieme nuovi ingressi, indirizzi consolidati e realtà che valorizzano il territorio. Una fotografia della ristorazione regionale che attraversa linguaggi e proposte diverse, dall’alta cucina contemporanea alla ricerca sulle materie prime.

Complimenti a tutti i ristoratori premiati, per il lavoro e la ricerca che portano avanti ogni giorno.

Di Clementina Gallo

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